A cura del Dottor Carlo Giorda.
Il rene è l'organo emuntore dell'organismo, la sua funzione è quella di filtrare il sangue, estrarne le sostanze tossiche ed espellerle con le urine. E' composto da milioni di organelli, detti glomeruli, che possono essere descritti come dei "grovigli" di vasi sanguigni dove avviene la filtrazione. Il glomerulo renale è uno degli organi più vulnerabili nel diabete. La malattia, soprattutto se non ben controllata per anni, può danneggiare questi organelli, soprattutto se oltre all'innalzamento della glicemia si ha quello della pressione (l'ipertensione), fattore lesivo importante, già di per se in grado di dare malattie renali.
Come avviene il danneggiamento del glomerulo renale nel diabete?
La glicemia elevata incrementa il flusso e la pressione nel glomerulo che viene danneggiato lentamente soprattutto nel rivestimento interno dei vasi sanguigni, l'endotelio, che è un vero e proprio filtro del sangue.
Quali sono gli stadi della malattia?
Inizialmente si ha soltanto un' iperfiltrazione, ovvero viene prodotta una grande quantità di filtrato urinario. Quindi si ha una perdita della capacità di filtrare del glomerulo che lascia passare nelle urine delle quantità anormali di proteine, soprattutto di albumina. Questa è la fase detta della microalbuminuria, ovvero della perdita di piccole quantità di albumina nelle urine, che viene utilizzata per scoprire precocemente il danno renale. Persistendo un cattivo compenso del diabete e della pressione, la perdita di proteine con le urine diviene eccessiva, se ne vanno alcuni grammi al giorno. Macroproteinuria e sindrome nefrosica sono i termini che si utilizzano in questa fase. I glomeruli, intasati di proteine, si trasformano in ammassi fibrosi diventando inattivi. Quando la maggior parte è danneggiata si ha l'insufficienza renale terminale e per sopravvivere bisogna ricorrere al rene artificiale e alla dialisi o sottoporsi al trapianto di rene.
E' frequente?
La nefropatia diabetica pare essere più diffusa in popolazioni nordamericane e del nord-europa, dove è la prima causa di accesso alla dialisi. In Italia e nei paesi mediterranei è meno frequente. La microalbuminuria è presente in circa 1 diabetico su 5 dopo 5 anni di malattia, ma nella maggior parte la nefropatia si ferma a questo stadio. Si stima che in Italia i malati in dialisi a causa del diabete siano circa 7-8000.
Cosa si può fare per evitarla?
Senza dubbio la prima cosa da fare è cercare di avere le glicemie e l'emoglobina glicata più basse possibili. L'ideale è avere meno di 7% di Hba1c. Bisogna controllare la pressione, che non deve superare i 130/80, intervenendo con farmaci sicuri ed efficaci quando questo non è possibile altrimenti. A questo proposito esistono delle categorie di farmaci che si chiamano Ace inibitori e Sartani che hanno di mostrato di arrestare, e in alcuni casi di far regredire, la nefropatia. E' anche consigliabile trattare prontamente con antibiotici le infezioni urinarie che contribuiscono a danneggiare il rene. Bisogna infine sapere che l'eccesso di proteine nell'alimentazione (carni, formaggi eccetera) peggiora la nefropatia, per cui spesso per arrestarne l'evoluzione si prescrivono diete con poche proteine.
Cosa si può fare per controllare nel tempo (o escludere) il danno renale in un diabetico?
Controllare almeno una volta l'anno la microalbuminuria nelle urine è una regola che ormai da anni, qualsiasi diabetologo segue. Aggiungervi un esame delle urine e un controllo dell'esame creatinina (o clearance della creatinina) sierica è anche consigliabile, soprattutto se cè già stata qualche avvisaglia precedente.
Si può tornare indietro?
Un discreto numero di casi di nefropatia nello stadio iniziale della microalbuminuria regrediscono se si riesce a migliorare il controllo glicemico e se si interviene sulla pressione con farmaci come gli Ace inibitori e i Sartani, già citati in precedenza. Quando la nefropatia è in stadio avanzato si può solo rallentare la sua progressione.