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Il diabete mellito tipo 1 è una malattia autoimmune dovuta,
cioè, alla distruzione delle beta cellule del pancreas ad opere di cellule
del sistema immunitario (linfociti T) attivate. Le cellule beta del
pancreas sono deputate alla produzione di insulina, un ormone che regola
l'ingresso e l'utilizzazione del glucosio all'interno delle cellule
dell'organismo. La distruzione del patrimonio beta cellulare del pancreas,
in corso di diabete mellito tipo 1, è irreversibile per cui il paziente
deve poter praticare insulina per riuscire a metabolizzare gli zuccheri.
Per poter ammalare di diabete mellito tipo 1 è necessario avere una
predisposizione che, pur se geneticamente determinata, non è ereditaria
per cui è assolutamente raro trovare più casi di diabete mellito tipo 1
nella stessa famiglia. L'attivazione del processo autoimmune nei
confronti delle beta cellule pancreatiche può essere studiata attraverso
la determinazione nel sangue periferico di alcuni anticorpi specifici che,
pur non avendo essi stessi capacità distruttiva, rappresentano un
epifenomeno dell'autoimmunità. I più importanti di tali anticorpi sono gli
anticorpi anti beta cellula pancreatica (Islet Cell Antibodies = ICA), gli
anticorpi anti glucosaminidasi (anti-GAD), gli anticorpi anti
tirosinchinasi (IA2) e gli anticorpi anti-insulina (IAA). Dopo
l'inizio della terapia insulinica tali anticorpi a poco a poco
diminuiscono e quelli che hanno una più lunga durata sono i GAD che si
sono dimostrati positivi, in alcuni casi, perfino dopo 10 anni dalla
comparsa del diabete mellito tipo 1. Il sistema immunitario che si
auto-attiva nei confronti delle beta cellule pancreatiche in pazienti con
diabete tipo 1, può, in una piccola percentuale di casi attivarsi anche
contro altri organi. Questo è il motivo per il quale il 6% dei pazienti
con diabete mellito tipo 1 può avere associata la celiachia o, in una
percentuale quasi doppia, può comparire all'epoca della pubertà la
tiroidite autoimmune. Per tale motivo è utile che il paziente con diabete
tipo 1 possa praticare, almeno una volta all'anno dopo la comparsa del
diabete, lo screening delle altre malattie autoimmunitarie. Fino a
pochi anni fa si riteneva che il diabete mellito tipo 1 fosse
essenzialmente una patologia pediatrica e che colpisse essenzialmente i
bambini. Da alcuni anni, invece, da quando, cioè, il dosaggio dei markers
autoimmuni del diabete è diventato routinario, si sono dimostrati casi di
diabete autoimmune anche negli adulti. Tale forma di diabete autoimmune
dell'adulto ha preso il nome di "Latent Autoimmune Diabetes in Adults"
(L.A.D.A) e si è dimostrato che non sempre è insulino-dipendente fin
dall'esordio. E' attualmente in corso uno studio: "Non Insulin Requiring
Adult Diabetes" (NIRAD), iniziato l'anno scorso, per verificare se la
presenza di markers autoimmuni del diabete negli adulti conduce ad
insulinodipendenza prima rispetto all'assenza di tali markers.
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